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Commenda dell’Ordine Teutonico
(p.f. 436 e 437)
Durante i lavori di ristrutturazione del cortile interno orientale della Commenda dell’Ordine Teutonico sono venuti in luce in tutto l’areale parecchi tratti di mura sotto uno strato di età moderna. La zona orientale verso la chiesa di Santa Elisabetta è separata dal resto dell’areale da un’area di cinta. In questa zona sono state rinvenute due lastre tombali medievali, due sepolture, ossa umane sparse ovunque e, accanto al muro di cinta, due altri tratti di muro. In questo caso potrebbe trattarsi di strutture, forse da mettere in relazione con il primo ospizio, probabilmente il relativo cimitero con cappella, destinato ai pellegrini. Nel 1241 venne fondato da Hugo von Taufers il primo ospizio, che successivamente, nel 1254, passò sotto l’amministrazione della Commenda dell’Ordine Teutonico. Anche le lastre tombali sembrano risalire al pieno Medioevo (XIII secolo). Al centro della zona recintata è stata scavata una delle due sepolture dotata di una struttura in pietra. Al suo interno era presente uno scheletro che, in base alle prime analisi, dovrebbe appartenere a un uomo di circa 55-60 anni alto 1,55 m. Come corredo recava una semplice croce lignea. All’esterno di quest’area recintata, nella zona orientale, un ulteriore muro è venuto in luce nella parte occidentale del cortile, tra il muro di cinta del cortile interno e l’edificio dell’attuale ospizio. Nella zona nord-occidentale del cortile è stato individuato un altro tratto di muro, che però, in base a considerazioni di ordine stratigrafico, risulta più recente delle altre strutture. In tutto il cortile le strutture murarie poggiano su un terreno grigio, paludoso, in parte torboso e non particolarmente profondo, visto che in questo punto la falda acquifera è molto alta. In un sondaggio condotto nell’area della cinta è stato possibile recuperare travi in legno di sezione quadrangolare molto bene conservate, probabilmente sostegni per la posa delle fondamenta delle strutture murarie. L’areale interessato dallo scavo è stato riempito, consentendo così la conservazione delle strutture. Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige Tutela dei Beni Culturali 2007. Annuario 2005/2006 pp 291-922
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